sabato 17 maggio 2008

Passaparola

Da Lunedì prossimo, ogni settimana alle 14 Marco Travaglio parlerà in streaming e terrà una rubrica dal sito di Beppe Grillo. In basso a sinistra del mio blog è linkata l' iniziativa e da questo blog potrete seguire in diretta il programma. Passaparola, da bocca a bocca, da blog a blog, per cercare di far rinascere una informazione libera, in un paese che tanto libero non è.

passaparola

lunedì 12 maggio 2008

martedì 6 maggio 2008

Europa7, lo Stato copia Mediaset

Riporto l' articolo di Marco Travaglio di ieri:


"Oggi il Consiglio di Stato, dopo nove anni di battaglie legali in Italia e in Europa, decide di quanto lo Stato debba risarcire Europa7 per la mancata assegnazione delle frequenze e se consentirle finalmente di trasmettere su scala nazionale. Nella causa del governo è rappresentato dall’Avvocatura di Stato. La quale sorprendentemente è stata incaricata dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni di respingere le richieste dell’editore Francesco Di Stefano e di difendere lo status quo: cioè la legge Gasparri e il diritto di Rete4 a occupare le frequenze anche senza concessione (perduta da Mediaset e vinta da Europa7 nel 1999).Un fatto abbastanza singolare: l’Unione aveva promesso di abrogare la Gasparri e il 31 gennaio la Corte Europea di Giustizia ha sostenuto i diritti di Europa7 contro quelli di Rete4. Ma non basta. Per difendere Rete4, l’Avvocatura dello Stato che rappresenta il governo Prodi copia, nella sua memoria, intere pagine da quella degli avvocati Mediaset. Non per citare le loro tesi tra virgolette. Ma per farle proprie, senza nemmeno precisare da dove sono tratte. Il gruppo Berlusconi ufficialmente non è parte in causa: Europa7, per la mancata assegnazione delle frequenze, ha citato lo Stato tramite il ministero delle Comunicazioni e l’Autorità garante delle Comunicazioni. Ma Mediaset è intervenuta ugualmente con una memoria, ben sapendo che, se fossero assegnate le frequenze a Europa7, a perderle sarebbe Rete4. E l’avvocato dello Stato Maurizio Di Carlo che fa? Il copia-incolla della memoria Mediaset, senza nemmeno tentar di camuffare quest’autentica privatizzazione delle istituzioni al servizio del Biscione. Il tutto, ancor prima che Berlusconi torni al governo per la terza volta. Leggere e confrontare la memoria dell’Avvocatura dello Stato (55 pagine) e quella di Mediaset (78 ), pubblicate integralmente su www.voglioscendere.it. E’ un tragicomico gioco di società: “Trova le differenze”. La più evidente è che lo Stato difende Rete4 addirittura con più passione di Mediaset. Per il resto, pagine e pagine trapiantate pari pari dagli atti dell’azienda berlusconiana. Qualche esempio. Pagine 9 dell’Avvocatura: dieci righe (da7 a 17) copiate da pagina 49 della memoria Mediaset (righe 1-15). Le pagine 5 (da riga 20) e 6 (fino a riga 18 ) dell’Avvocatura sono identiche alle pagine 60 (da riga 3), 61 (tutta) e 62 (fino a riga 11) di Mediaset. Le pag.17 (da riga 7) e 18 (fino a riga 13) dell’Avvocatura sono uguali alle pag.60 (da riga 3), 61 (tutta) e 62 (fino a riga 22) di Mediaset. La pag.53 (righe 4-23) dell’Avvocatura è plagiata dalle pag.39 (da riga 9) e 40 (fino a riga 5) di Mediaset. A pag.35 (righe 27-31) dell’Avvocatura, stesse parole di pag.47 (righe 17-22) di Mediaset. E cosi via. Una volta manca un “quindi”. Un’altra c’è “In proposito” al posto di “In primo luogo”. Tutto il resto, compresa la punteggiatura sbagliata (molte virgole tra il soggetto e il verbo), è identico. Idem per le conclusioni, con esiti talvolta comici. Per l’Avvocatura dello Stato, se Europa7 non ha avuto le frequenze, è colpa sua: avrebbe dovuto “acquisirle anche di sua iniziativa” (e dove? e come? armi in pugno?), visto che lo Stato “non aveva l’attuale disponibilità dell’oggetto” (per forza: ha consentito che lo conservassero Telepiù nero e Rete4, prive ormai di concessione). E comunque – aggiunge Di Carlo – disapplicare la Maccanico e la Gasparri spegnendo Rete4 sul terrestre non comporterebbe il trasferimento automatico delle frequenze a Europa7 (e a chi, di grazia?). Insomma, lo Stato ignora la recente sentenza della Corte europea di Lussemburgo, sollecitata dallo stesso Consiglio di Stato, secondo la quale le normative comunitarie “ostano a una normativa nazionale cui applicazione conduca a che un operatore titolare di una concessione si trovi nell’impossibilità di trasmettere in mancanza di frequenze assegnate sulla base di criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati”. Dunque basta che il “regime transitorio istituito a favore delle reti esistenti” a scapito di Europa7, previsto dalla Maccanico, dalla Salva-Rete4, dalla Gasparri e dal ddl Gentiloni (mai divenuto legge). Tutte le leggi che andrebbero disapplicate. Non sono: “la libera prestazione di servizi” tutelata dalle norme comunitarie – scrive la Corte europea – “esige non solo la concessione di autorizzazioni alla trasmissione, ma altresì l’assegnazione di frequenze”, se no “un operatore non può esercitare i diritti conferitigli dal diritto comunitario per l’accesso al mercato televisivo”. Sentenza alla mano, gli avvocati Grandinetti e Pace che seguono Europa7 chiedono al Consiglio di Stato le frequenze e i danni subiti. Il “danno emergente”, cioè i soldi fin qui spesi per gl’investimenti richiesti dalla legge a chiunque vinca una concessione (oltre 120 milioni di euro). E il “lucro cessante”, cioè i mancati utili della tv mai nata (oltre 2 miliardi di euro). Semprechè il Consiglio condanni lo Stato ad assegnarle finalmente le frequenze. Altrimenti Europa7 morirebbe per sempre e Di Stefano avrebbe diritto al valore dell’intera azienda. Il governo dell’Unione, tramite l’Avvocatura, parla in playback: testi e musiche di Mediaset. Niente risarcimento. Niente frequenze. Viva la Gasparri. Rete4 sine die. Tutto come prima, come sempre. Berlusconi non avrebbe saputo fare di meglio."




C' è altro da aggiungere? non credo proprio...

martedì 29 aprile 2008

Alemanno for the win



Ebbene si, anche Roma Capoccia ieri è passata al centro destra, la prima volta da quando Silvio è sceso in politica. Altro che roccaforti rosse in emilia o in toscana, la vera città rossa era Roma, ma da oggi grazie anche al martellamento mediatico è passata ad Alemanno. Io non commento nemmeno la scelta dei Romani (anzi la non scelta visto che molti che avevano votato Rutelli al primo turno, non son andati al ballottaggio a votare, e si parla di 100.000 voti, non bruscolini). Lascio la parola ai giornali esteri, per farvi capire come è stata accolta la notizia:

Lo chiamano post-fascista o neo-fascista, l'uomo di Berlusconi o il candidato di destra: Gianni Alemanno, eletto sindaco di Roma, è oggi sui siti internet di molti media stranieri. Tutti constatano che la campagna è stata dominata dai temi della criminalità e dell'immigrazione. Tra i commenti più critici, quello del quotidiano britannico l'Independent:
«I demoni dell'estrema destra rialzano la testa». La «vittoria a sorpresa» di Alemanno su Francesco Rutelli «non è una svolta di potere benvenuta – scrive il giornale - nonostante l'esteso dominio dell'amministrazione di centrosinistra di Rutelli sulla politica romana negli ultimi anni». Il neo sindaco dice che il suo estremismo appartiene al passato, afferma l'Independent, «ma questo non gli ha impedito di corteggiare l'estrema destra in modo trasparente nelle ultime settimane». Il quotidiano ricorda che Gianfranco Fini gli ha fatto visita per sostenerlo durante la campagna e che il suo contributo è stato di fare un giro, circondato dalle telecamere, chiedendo agli immigrati i permessi di soggiorno. «Questa è xenofobia nuda e cruda». Vero è che l'amministrazione uscente di centro-sinistra «non è stata un modello di tolleranza» e dopo l'assassinio di una donna lo scorso ottobre (Giovanna Reggiani), si è lanciata in un affannoso tentativo di espellere i rumeni senza fissi dimora. Ma Alemanno «minaccia di peggio»: ora i lavoratori immigrati devono affrontare «un'attiva persecuzione ufficiale».
Il Financial Times parla di «seconda sonora sconfitta» per il centro-sinistra e fa notare che la roccaforte di Roma è andata a un candidato di destra «per la prima volta da Benito Mussolini». Mantiene tuttavia toni equilibrati: «Per i suoi sostenitori, Alemanno è noto per essere identificato con l'estrema destra degli anni '80, quando a Roma guidava il violento fronte della gioventù del neo-fascista Msi». L'autorevole quotidiano britannico, che aveva intervistato Alemanno prima del voto, fa notare che che nell'intervista «è risultato più misurato della sua immagine pubblica». In seguito alla doppia sconfitta, nota il Financial Times, probabilmente la leadership di Walter Veltroni sarà messa in discussione.
Questi i titoli degli altri articoli di cronaca sui siti britannici: Bbc, «Roma vota per un sindaco di destra»; Guardian, «Ex leader dei neo-fascisti vince a Roma»; Independent, «Neo-fascista irrompe come sindaco di Roma», Telegraph, «L'uomo di Silvio Berlusconi vince la battaglia per Roma». Il trionfo della destra nella capitale, sommato al successo della Lega Nord nelle politiche, mostrano un'Italia «sotto la psicosi della sicurezza»: è questo il titolo di un'analisi su El Pais, secondo il quale il panico è diventato uno dei fattori cruciali di queste «macroelezioni», premiando la Lega al Nord e i «neofascisti comandati da Gianfranco Fini e Gianni Alemanno» al Centro e al Sud. Il quotidiano spagnolo punta il dito sul ruolo di molti periodici e televisioni, che si sono dati da fare per «mettere in relazione l'immigrazione e la delinquenza ricordando prima di tutto la nazionalità dell'autore del delitto». In un altro articolo, intitolato «La destra post-fascista conquista il municipio di Roma», El Pais sottolinea che Alemanno ha convinto gli elettori con un discorso semplice e anticomunista, mentre il disincanto della sinistra si è tradotto in un aumento dell'astensione. El Mundo titola: «Berlusconi completa il suo trionfo elettorale con la "ciliegina" del municipio di Roma».



Come se non bastasse, proprio oggi si riparla del caso di Violenza sessuale del 16 aprile, e vengono sollevati nuovi dubbi. Per chi è interessato ecco qui l 'articolo de "La Repubbilca": Ritardi, accuse, "angeli salvatori". Pm decidono di secretare l'inchiesta.

venerdì 25 aprile 2008

Viva l' Italia

Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.

Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, L' ITALIA CHE RESISTE.





Buon 25 aprile a tutti.

mercoledì 23 aprile 2008

Liscia la notizia



Da l'Unità, 22 aprile 2008

Diversamente dalle altre volte in cui vinse le elezioni, stavolta il Cainano non dovrà cambiare granchè in Viale Mazzini. Con un moto spontaneo che previene e anticipa gli ordini ancor prima che il padrone li abbia emanati, i tg Rai, al seguito di quelli Mediaset, han cominciato a suonare la grancassa sulla cosiddetta “emergenza sicurezza” in perfetta sintonia con la campagna elettorale del camerata Alemanno per il Comune di Roma. Per giorni e giorni, come se nel mondo non accadesse niente d’importante, hanno “aperto” con una serie impressionante di incidenti stradali. Che peraltro sono un fenomeno piuttosto datato, fin da quando fu inventata l’automobile. Da allora càpita sovente che chi attraversa la strada venga falciato da un pirata del volante. Dispiace, ma succede. Ora improvvisamente, in mancanza di meglio, gli incidenti stradali, fino a qualche mese fa confinati nelle brevi delle cronache locali, diventano la prima notizia dei tg nazionali. Per dimostrare il lassismo della sinistra e il buonismo della magistratura rossa, che anziché inseguire gli automobilisti-killer se la prendono con eroi tipo Mangano e Contrada (santo subito anche lui). Poi, provvidenzialmente, è giunta la notizia di uno stupro a Roma. Via per un paio di giorni gli incidenti stradali e sotto con gli stupri, anch’essi frutto del lassismo di Prodi e dunque di Rutelli, nonché delle toghe rosse. Anche le violenze sessuali sono un fatto tristemente ricorrente, in tutte le metropoli del mondo. Di solito - è triste, forse cinico, ma è così - sono confinati in un articoletto a metà giornale, senza diritto di citazione nei tg, a meno che la vittima non muoia. Stavolta però diventano merce elettorale e allora tg e giornali rinunciano a decidere autonomamente la gerarchia delle notizie, affidandola ai politici. E mettono lo stupro in copertina, facendo precipitare Roma, all’improvviso, in un film di Maurizio Merli o di Dario Argento. I leghisti tuonano giustamente contro “la sinistra dell’indulto”, ma dimenticano un piccolo particolare: Alemanno l’indulto l’ha votato, esattamente come Rutelli. Quanto ai rumeni, fu il governo Berlusconi di cui Alemanno era ministro a spalancare le porte dell’Italia, senza filtri né precauzioni, alla cosiddetta “invasione romena”. Domenica sera, esaurito il quotidiano omaggio ai nuovi padroni del vapore, il Tg1 di Johhny Raiotta ha proseguito come se il direttore fosse ancora, o di nuovo, Clemente J. Mimun: cronaca nera, cioè politica, poi cazzeggio assortito. Francesco Totti si lamenta: “Mi hanno gufato”: segue servizio sul verbo gufare, con intervista al linguista Vincenzo Salemme. Poi un reportage sui panda; uno sui campionati delle barbe in Germania; uno sulla campionessa che si fa suora (su quella che sta per sostituire la moglie di Putin, invece, silenzio di tomba: l’amico Vladimir non gradisce, infatti l’unica domanda sul suo prossimo divorzio nell’anno dedicato in Russia ai sacri valori della famiglia l’ha posta una giornalista russa, quella mitragliata per scherzo dal Cainano).Un bell’assaggio del “servizio pubblico” che ci attende nei prossimi cinque anni. Per sapere qualcosa di quel che accade davvero in Italia dovremo, come l’altra volta, munirci di parabola e interprete e gustarci i tg stranieri. L’altro giorno (come riferisce il sito articolo21.info) quello della spagnola Tve riportava il primo incidente diplomatico scatenato dal nostro futuro premier prim’ancora di insediarsi al governo, con una frase riportata col dovuto rilievo solo dall’Unità (subito rimbrottata dall’interessato): “Zapatero avrà una certa difficoltà, troppe donne nel suo governo”. In effetti Zapatero non ha la fortuna di avere come ministri Bossi, Calderoli e Maroni. Così il Cainano ha compiuto il miracolo di mettere d’accordo la destra e la sinistra spagnole. “La risposta al vincitore delle elezioni italiane - riferiva la Tve il 16 aprile - è stata unanime, al di là del colore politico”. E giù critiche feroci dalle neoministre Bibiana Aido e Magdalena Alvarez, ma anche da Esperanza Aguirre, presidente del Comune di Madrid (Partito Popolare, centrodestra): “Questo è il secolo delle donne, e una delle cose migliori del presidente è stata la nomina di così tante donne nel governo”. Il socialista Alfonso Guerra ha sintetizzato il comune sentire iberico con una frase lapidaria: “Berlusconi è un delinquente, non c’è altro da dire su questo signore”.Insomma l’immagine internazionale dell’Italia, oscurata da due anni di comunismo, torna finalmente a rifulgere nel mondo intero. In Spagna se ne sono già accorti. Il Tg1 seguirà.

Penso sia un articolo interessante, se pur ovviamente di parte essendo scritto da Travaglio per l' Unità...
Oggi girovagando un po ho trovato una cosa interessante che vorrei che tutti quelli che han votato Lega conoscessero. E' un dato di fatto che il boom del partito di Bossi sia dovuto alla massiccia campagna contro l' Immigrazione, gli immigrati e per avere più sicurezza. Bene allora come mai la famosa e tanto amata Bossi-Fini non ha funzionato. Ecco qui dal ministero della giustizia i dati al 2006 dei condannati in Italia definitivamente espulsi Siamo a malapena al 30%, se l' esecutivo attuale continua a fare come ha fatto nei suoi passati anni di Governo, siamo a posto. Più sicurezza per tutti, come no....

lunedì 21 aprile 2008

Non sono xenofobo, ma dico cose xenofobe



Sarà lui il nostro vice-premier, Roberto Calderoli una persona per bene, a modo, pacata che pensa prima di parlare. Per chi si fosse perso le sue gesta degli anni precedenti, conosciamolo meglio:

L'11 giugno 2007 viene iscritto al registro degli indagati, con l'ipotesi di appropriazione indebita e ricettazione dalla Procura della Repubblica di Lodi nell’inchiesta sulla Bpl di Giampiero Fiorani. Il quale sostiene diaverlo foraggiato per garantirsi l’appoggio politico della Lega durante il suo tentativo di scalata alla Banca Antonveneta: con ilsuo sottosegretario Brancher, l’allora ministro delle Riforme si sarebbe spartito 200mila euro.


Salvo per prescrizione nel processo per i tafferugli con la polizia nella sede leghista di via Bellerio a Milano (resistenza a pubblico ufficiale), Calderoli è scampato al processo in corso a Verona per le camicie verdi (attentato alla Costituzione e all’unità dello Stato, strutturaparamilitare fuorilegge) grazie a una legge ad personam e all’insindacabilità regalatagli dal Senato (contro cui però la Procuraricorrerà alla Consulta).



Ricordiamo anche alcune sue dichiarazioni, da persona equilibrata tollerante e intelligente:

Sui Gay

" La civiltà gay ha trasformato la Padania in un ricettacolo di culattoni... Qua rischiamo di diventare un popolo di ricchioni. "
"Pacs e porcherie varie hanno come base l'arido sesso e queste assurde pretese di privilegi da parte dei culattoni... " (dal corrire della sera del 15 gennaio 2006)

Su Napoli e la campania che questa volta ha votato in larga maggioranza per la loro coalizione:

"La fogna va bonificata e visto che Napoli oggi è diventata una fogna bisogna eliminare tutti i topi, con qualsiasi strumento, e non solo fingere di farlo perché magari anche i topi votano. "
"Ambulanze assaltate, come non accade nemmeno nei Paesi in guerra, incendi urbani, guerriglie con la polizia: tutto quello che sta succedendo dimostra che Napoli non è Italia." ( 6 gennaio 2008)

Sugli Immigrati:

"Che tornino nel deserto a parlare con i cammelli o nella giungla con le scimmie, ma a casa nostra si fa come si dice a casa nostra!"
"Dare il voto agli extracomunitari, non mi sembra il caso, un paese civile non può fare votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi"
"Con una salva di dietro e una davanti, le navi dei clandestini non partirebbero più!"
"Non sono xenofobo, ma dico cose xenofobe" (da "il foglio" 10 dicembre 2007)

Sappiamo tutti cosa pensa della legge elettorale da lui creata ("Questa legge qua l'ho scritta io ma è una porcata, glielo dico francamente." Da Matrix del 15 marzo 2006) Non basta Berlusconi a farci fare figuracce? Evidentemente no, ora avremo anche il vice Premier pronto a tenere alta la credibilità dell' Italia in Europa.

sabato 19 aprile 2008

Batistuta? No Silvio!




Che da bambini si giochi a spararsi facendo il gesto delle pistole, o del mitra va bene. Che Batistuta all' ennesimo gol della sua carriera spari simbolicamente in aria può passare. Ma che lo faccia il nostro Premier no. O meglio vedendolo superficialmente ci si potrebbe passare su, ma i livelli su cui possiamo leggere questo gesto sono molteplici e ci fanno capire meglio questa gaffe. Ma prima per chi si fosse perso la notizia, ecco un breve riassunto:

"Una giornalista russa, Natalia Melikova, pone a Putin una domanda sui suoi presunti rapporti con una ex campionessa olimpica di ginnastica artistica ora divenuta parlamentare, Putin la gela con lo sguardo, Berlusconi interviene mimando scherzosamente il gesto di una scarica di mitra per stemperare l' atmosfera..."

Per prima cosa ci sarebbe da interrogarsi se il comportamento di un Primo ministro, è consono o meno ai vari scherzi con i quali Berlusconi ci ha fatto conoscere in Europa (ci ricordiamo tutti le corna fatte in Spagna, l' aver dato del kapò al parlamento europeo, la recente sparata sulle troppe donne nell' esecutivo spagnolo ecc...). Ma questo è sicuramente la parte minore della vicenda, ci sono alcuni altri aspetti da considerare. In secondo luogo vorrei focalizzare l' attenzione sull' aspetto semiologico di "mitragliare" un giornalista che fa domande scomode, un simbolo che quasi conferma la voglia di Berlusconi ( " l 'editorialista più liberale che c' è" come ha sostenuto lui) di "eliminare" le persone scomode che fanno domande, inchieste o raccontano fatti che non piacciono ai politici. Vedi Luttazzi, Biagi, Veltri, Guzzanti, Santoro per fare alcuni nomi...
Il terzo, ultimo e più grave aspetto è quello di aver fatto finta di sparare a una giornalista RUSSA, quando negli ultimi 10 anni in Russia sono stati uccisi oltre 200 giornalisti considerati scomodi e Putin non ha mai fatto chiarezza su questi fatti. Basta ricordarsi Anna Politkovskaja o Antonio Russo . Pensando a questo non mi sembra di buon gusto questa ultima trovata del nostro Presidente del consiglio, ma forse sono io che prendo le cose troppo seriamente; dovrei fare come lui, scherzarci su, tanto in fondo la libertà di stampa non è così importante. Spariamogli pure sopra....

venerdì 18 aprile 2008

Povera (Al)italia


Io amo Alitalia, io volo Alitalia



Con questo orribile slogan coniato da se stesso Silvio Berlusconi torna a parlare di Alitalia, peccato che abbia inventato il motto, ma appena finite le elezioni sia scomparsa la cordata Italiana da lui tanto sponsorizzata nel periodo di campagna elettorale. E il titolo in borsa continua a perdere più di Un milione al giorno, ma questo non è ritenuto importante....

Tanto per riinfrescarci la memoria, ecco cosa ha detto il 27 Marzo 2008 il nostro Premier: "«La cordata italiana non è qualcosa di campato in aria: ci sono alcuni nomi di imprenditori impegnati su questo fronte che non posso fare per dovere di riservatezza. Fra qualche giorno questi nomi saranno conosciuti da tutti, perché faranno certamente un'offerta impegnativa». Tutto risolto dunque grazie all' intervento di Berlusconi? Non proprio, infatti son passati 21 giorni e di nomi concreti per la cordata non ne sono stati fatti, in compenso dopo aver vinto le elezioni, sembra che ora Alitalia possa esser venduta agli stranieri, basta che venga lasciata una Bandierina italiana sulle code o sulle ali, a ricordarne la nazionalità. Torna quindi molto probabile l' intesa con Air France klm, ma si affacciano anche Lufthansa e la russa Aeroflot. Berlusconi dichiara però che accetterà un intesa con i francesi solo in caso di un gruppo internazionale con "pari dignità" tra le compagnie, mentre proprio oggi gli Industriali han dichiarato che "affinché Alitalia arrivi nelle condizioni per poter strappare la pari dignita ad un eventuale partner, servirebbero dai 3 ai 5 anni". Intanto il tempo rimasto è poco, i soldi in cassa ancora meno e la situazione rimane in stallo. E allora accontentiamoci della bandiera Italiana sugli aerei, tanto le elezioni sono finite no?

mercoledì 16 aprile 2008

Il Totoministri



(Dal sito de "la Repubblica, clicca per ingrandirlo)


A due giorni dalla vittoria delle elezioni da parte del centro destra, impazza in ogni trasmissione o giornale il Totoministri. Come aveva detto Berlusconi molti della vecchia guardia saranno confermati, ma non mancheranno le sorprese. E allora si prospettano Mara Carfagna, gli amici Bondi e Bonaiuti e altri simpatici personaggi come Ministri. Senza dimenticare Maroni, imputato con le accuse di " attentato contro la Costituzione e l’integrità dello Stato e creazione di struttura paramilitare fuorilegge " probabile ministro degli Interni e Matteoli, imputato per favoreggiamento per uno scandalo di abusi edilizi all' isola d' Elba. Chi meglio di lui alle Infrastrutture? Una riflessione la faccio anche vedendo Fini come prossimo Presidente della camera dei Deputati, ruolo istituzionale e superpartes, tanto per relegare AN lontana dalle decisioni ed evitare che possa disturbare durate il governo del nostro Silvio. Insomma un po' come successe con Mentana nel 2004 quando dovette lasciare il Tg5 per far posto al più mansueto Carlo Rossella. Berlusconi parlò di promozione per Chicco, che sparì dal video. Sarà una promozione per AN anche questa?
Per le quote rose si prospettano 2-3 ministeri, no nsaranno 4 come aveva annunciato giorni fa, ma meglio di niente. A questo proposito domani magari parliamo della Prima figuraccia estera fatta dal Premier che ha definito "Troppo rosa" l' esecutivo spagnolo da poco eletto...

martedì 15 aprile 2008

La Terza Repubblica




E' nata ieri la terza Repubblica, e appaiono chiari ad una prima analisi i grossi cambiamenti che questo ha portato. Il bipartitismo si è affermato in maniera prepotente con 2 gruppi parlamentari che si spartiscono oltre l' 85% dei voti, e alla camera e al senato avremo solo 3 schieramenti rappresentati. Già solo 3 perchè, e qui veniamo al secondo cambiamento consistente, la sinistra radicale per la prima volta nella sua storia sarà solo un gruppo extraparlamentare. E nel giorno in cui la lega sancisce la sua forza, diventa il terzo partito in Italia e ottiene oltre l' 8% io inizio a preoccuparmi e a non esser molto felice di questa terza repubblica. Queste elezioni han davvero sancito la fine delle ideologie politiche? Spero di no, ma temo di si. E ora mi vien da pensare che le corna Silvio le stia facendo a noi.



Intanto due appunti, il Primo e che il nostro nuovo premier aveva promesso la lista dei ministri per l’11 aprile. Oggi siamo al 15 e l' unica cosa che abbiamo visto è Berlusconi dire che Frattini andrà agli esteri e Fini smentirlo. Chi ben inizia è a metà dell' opera...

In compenso Giuliano Ferrara, che inizialmente pensava addirittura al ministero della salute, e poi di poter superare lo sbarramento alla camera, ha ottenuto poco più di 100.000 voti (pari allo 0,3 ). Vien da dire un partito nato e abortito nell' arco di due mesi.

lunedì 14 aprile 2008

Il giorno della verità

Sono iniziati gli scrutigni e con loro gli exit-poll e le proiezioni.Si prospetta come annunciato una vittoria con una discreta maggioranza per il PDL. E dai primi dati sorprendono due partiti, uno in positivo e l' altro in negativo: La lega che sembra esser tornata ai fasti di un tempo con una percentuale intorno all' 8-9% e dall' altra parte la Sinistra Arcobaleno che porta a casa una sonora sconfitta non superando la soglia di sbarramento per entrare al senato in nessuna regione. Insomma per la serie viva la democrazia, in senato avremo 2 gruppi parlamentari a spartirsi tutti i senatori (tranne 2 dell' UDC probabilmente che in sicilia rimane forte).


Per chi comunque non si fida di proiezioni e simili e volesse seguire in diretta le sezioni scrutinate potete andare Nel sito del ministero degli interni. Ecco i link:

QUI PER IL SENATO

QUI PER LA CAMERA

Brogli e Imbrogli

Sappiamo tutti che uno dei cavalli di battaglia del nostro Pinocchio è la polemica sulle presunte irregolarità e sui presunti brogli organizzati dal centro-sinistra per guadagnare voti, e che secondo lui sono stati determinanti per la sconfitta subita nel 2006. Ovviamente per una persona che "Non ha mai fallito gli obbiettivi che si è posto" ammettere una, seppur di misura, sconfitta è follia! E quindi via con le illazioni su brogli immaginari. Ebbene, ora possiamo dire che in effetti dall' indagine della procura qualcosa c' è stato. Peccato che sia stata a favore del suo partito. E perlatro le intercettazioni dimostrino la concussione con la mafia di alcuni esponenti di Forza Italia. Non male nei giorni in cui la premiata ditta Dell' Utri -Berlusconi è riuscita a difendere un esponente di Cosa Nostra condannato all' ergastolo per omicidio,dichiarando che è stato un eroe. (Si, parlo di Vittorio Mangano!! )










Ecco l' articolo apparso sul corriere della sera:



Voto di scambio all'estero
Dell'Utri nelle intercettazioni Indagine su 50 mila schede, coinvolti uomini della 'ndrangheta
REGGIO CALABRIA — Stando all'inchiesta della procura di Reggio Calabria sui possibili brogli elettorali commissionati all'estero, spunta il nome del senatore di Forza Italia Marcello Dell'Utri. Dalle intercettazioni telefoniche il faccendiere-bancarottiere Aldo Miccichè, calabrese di Maropati, avrebbe affidato il compito di sostenere la lista Berlusconi alla cosca Piromalli di Gioia Tauro, il casato di 'ndrangheta più potente in Calabria. Miccichè, intanto, dal Venezuela dove si è rifugiato per sottrarsi alla condanna definitiva per bancarotta fraudolenta e millantato credito, avrebbe messo a disposizione del senatore di Forza Italia i suoi legami con il cartello di 'ndrangheta sudamericana per favorire il controllo del voto degli italiani all'estero, mobilitando i consoli onorari.
Nel dossier di circa 430 pagine consegnato al ministro dell'Interno Amato dal procuratore distrettuale di Reggio Calabria Francesco Scuderi e dal pm Roberto Di Palma, si capisce come le schede bianche, circa 50 mila, sarebbero diventate voto utile per il partito di Berlusconi. Miccichè al telefono con Dell'Utri si dice convinto che l'operazione andrà in porto. «Basterà pagare qualche addetto ai lavori — dice rivolgendosi a Del-l'Utri, chiamandolo per nome —. I responsabili delle votazioni si tapperanno entrambi gli occhi quando qualcuno dei nostri si preoccuperà di recuperare tutte le schede bianche e barrare la casella col simbolo Pdl». Per tutto ciò c'era un prezzo: 200 mila euro. L'esponente politico azzurro però chiede al faccendiere calabrese garanzie anche sul voto in Calabria. «Nessun problema», si affretta a ribadire dal Venezuela, Miccichè. E per sancire un'alleanza strategica con Dell'Utri invia a Milano Antonio Piromalli, reggente del casato, figlio di Pino, detto «Facciazza », in carcere con il 41 bis e suo cugino Gioacchino, avvocato, radiato dall'ordine dopo una condanna per mafia. Miccichè gli raccomanda al telefono di essere convincenti con il senatore azzurro, facendo trasparire tutta la potenza della cosca non solo in ambito provinciale, ma nell'intera regione. L'incontro avviene nello studio di Dell'Utri. Il senatore forzista resta entusiasta del colloquio tant'è che al telefono, successivamente, si congratula con Miccichè per avergli fatto conoscere due «bravi picciotti».
L'inchiesta della procura di Reggio Calabria nasce per caso e prende spunto da un omicidio. Quello di Salvatore Pellegrino, «l'uomo mitra», assassinato il 5 luglio dello scorso anno a Gioia Tauro. Pellegrino sarebbe stato ammazzato dai Piromalli — è l'ipotesi investigativa — perché ritenuto responsabile dei danneggiamenti alla cooperativa Valle del Marro, un tempo dei Piromalli e oggi, dopo la confisca, passata a Libera di don Ciotti. Le utenze dei Piromalli, in particolare quelle di Antonio e Gioacchino, sono messe sotto controllo. Si scopre così che i due rampolli della famiglia hanno continui scambi con Aldo Miccichè. Il faccendiere parla al telefono con tutti i politici italiani. Per gli inquirenti è un uomo che ha ancora molto potere in Italia. Si sente spesso con Clemente Mastella, allora ministro della Giustizia. In più occasioni parla anche con i suoi più stretti collaboratori. E chiede un favore: bisogna fare in modo che sia tolto il 41 bis a Pino Piromalli. La richiesta viene anche fatta a Dell'Utri, in cambio dell'appoggio elettorale dei Piromalli. L'indagine Why not della procura di Catanzaro coinvolge il ministro della Giustizia. È l'estate del 2007. La richiesta si blocca.
Carlo Macrì 12 aprile 2008

13-14 Aprile 2008 l' Italia al voto

Oggi e domani si vota per decidere chi governerà il paese nei prossimi anni. Dopo 2 anni di deludente governo Prodi, l' ombra di Berlusconi-Pinocchio torna a oscurare la nostra Italia. Non è bastato vedere Berlusconi una prima volta al governo dal 15 aprile 1994 al 16 febbraio 1996 e tornare per un Berlusconi II dal 30 maggio 2001 al 27 aprile 2006. No, noi siamo un popolo che dimentica in fretta e cancella altrettanto rapidamente le centinaia di bugie che ci sono state propinate dal Cavaliere. Se tutto andrà male domani sera sarà sancito l' inizio del Berlusconi III, e con lui inizierà la vita di questo blog, nato con lo scopo di informare, smascherare ma soprattuto ricordare tutto ciò che Berlusconi e i suoi soci faranno. Perchè ancora una volta si dirà una cosa e se ne farà un altra. Berlusconi con le sue bugie è riuscito a tenere in scacco il paese, e raramente qualcuno ha controbattuto le sue menzogne e gli ha fatto presente che "sta prendendo per le mele" i cittadini Italiani. Lui snocciola dati, parole e accuse per la maggiorparte delle volte infondate. Noi rispondiamo con le prove e con i fatti. Le bugie hanno le gambe corte, come il nostro Premier. Non sarà un caso no?